10/04/2016, 15:45



Il-mare:-E’-cosa-’e-niente?


 Assistiamo, in questi ultimi anni, ad un attacco senza precedenti alle fondamenta democratiche del nostro paese, e stiamo subendo, come cittadini, una perdita progressiva dei diritti individuali e sociali.



Assistiamo, in questi ultimi anni, ad un attacco senza precedenti alle fondamenta democratiche del nostro paese, e stiamo subendo, come cittadini, una perdita progressiva dei diritti individuali e sociali.

La consultazione referendaria del 17 aprile, ed il suo esito, si inserisce molto più di quanto possa sembrare in questo progetto che viene da lontano, di affossamento di ogni simulacro di democrazia e di erosione del bene comune a favore di privati interessi, in cui i cittadini, resi passivi e abulici da anni di minuziosa manipolazione mediatica e sociale, ne diventano inconsapevoli "non" protagonisti.

Non ci sto.Ragione per cui ritengo importante dare una risposta di massa, decisa e precisa, al Referendum abrogativo sul tema della durata delle concessioni già attive per le estrazioni in mare, al quale siamo chiamati.

Ecco, la dico tutta: nel limite oggettivo di questo referendum, parziale e forse complicato nel messaggio, probabilmente troppo tecnico per poter essere recepito agevolmente, che io ravvedo lo strumento utile e al momento unico, per manifestare dissenso critico e disobbedienza civile.

Appare sempre più chiaro, anche alla luce degli ultimi gravi accadimenti emersi, che i giochi sono alti e sono sporchi dietro questo invito del nostro governo a disertare le urne, a banalizzarne la discussione, ed esercitare terrorismo psicologico su paventati scenari apocalittici di disoccupazione.Non è vero che a loro non interessa, non ci fregano più!

Basta documentarsi un poco, anche sulla rete, per verificare chi sostiene in maniera così isterica e aggressiva le posizioni "pro-trivelle" invitando all’astensionismo utile: e sono tutte combriccole di affaristi, nomi di facciata dietro cui si nascondono i poteri forti, politici governativi, amici degli amici, il mondo dell’oil&gas, inquilini di palazzo Chigi, frequentatori assidui della Leopolda, petrolieri e fan del nucleare. 

Per dirla tutta: quelli che giocano a Monopoli con soldoni veri e sulle nostre piccole casette, col mutuo da estinguere, di vicolo corto e vicolo stretto! Gente di cui, onestamente, non mi fido e che non mi convince neanche un poco.Lo abbiamo visto con la vicenda "Tempa Rossa" quanto le lobby petrolifere siano connotate da malaffare e dalla corruzione e quanto il legame con le maggiori istituzioni governative sia preponderante: una pedina dell’altra.

E’ chiaro che non è in gioco soltanto l’esito di un referendum che, per come è passato, al più bloccherà (e non subito) qualche trivella di un manipolo di piattaforme a gas che opera a 12 miglia dalle coste. Anche perchè quel comma può essere abrogato e l’esito del referendum aggirato, come è successo nel caso dell’acqua pubblica.

Ed è proprio questo il punto, ed il motivo per cui dobbiamo con convinzione esercitare, anche con rabbia, il diritto di voto: questo governo va messo con le spalle al muro, costretto ad assumersi le sue responsabilità e le conseguenze dell’eventuale ennesimo tradimento consumato ai danni di un esito referendario, come nel già citato caso della consultazione referendaria sull’acqua pubblica, violentemente elusa.

Perchè, se è in atto un attacco alla sovranità popolare non possiamo dargliela vinta, nè servirgli sul piatto d’argento le nostre teste pur stanche e troppo deluse.Giocano e puntano, come ad una corsa truccata, sulla narcosi delle nostre coscienze, ed al momento questo referendum è l’unica occasione, la prima che abbiamo da troppo tempo, per dimostrare presenza, dignità e volontà di riscatto.

Detto questo, consentitemi una semplificazione nazional/romantico/ecologista ma che condivido in accordo con tutti gli attivisti che in questi giorni fanno passare con enfasi il messaggio che il nostro mare non si tocca e non si trivella: "mare" non fa rima con petrolio! "Mare" fa rima sicuramente con "amare", con "navigare" o "sperimentare".

Sperimentare e puntare su energie alternative, appunto, come stanno già facendo in tutti quei paesi in cui prevale il buon senso: il senso civico.Perchè, come ci insegna Eduardo De Filippo, sono le piccole rassegnazioni che ci fanno diventare schiavi e perdenti. Il nostro mare: nun è cosa ’e niente!Ipazia D.


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