25/03/2016, 17:52



Il-volto-di-un-Mostro


 Lo guardo questo volto anziano, lo scruto con attenzione -un brutto vizio che mi rincorre e che mi riconosco- per cercare di cogliervi sfumature, un’indicazione, un segnale, magari negli occhi o nel modo di inarcare la fronte, di pettinarsi i capelli



Lo guardo questo volto anziano, lo scruto con attenzione -un brutto vizio che mi rincorre e che mi riconosco- per cercare di cogliervi sfumature, un’indicazione, un segnale, magari negli occhi o nel modo di inarcare la fronte, di pettinarsi i capelli, che mi faccia associare all’immagine di questo individuo la sua storia e la sua realtà. 

Ma non ci riesco. Non trovo tracce. 

E, se il suo volto parla di un uomo che il tempo ha solo in parte abbattuto, ancora fiero e vivo seppure imbiancato, la sua storia è una storia di morte che appartiene e si confonde invece alle tante storie da lui modificate, umiliate ed annientate. Storie che non troveranno mai oblio e mai pace. 

Oggi è il giorno del giudizio per il "Signore della vita e della morte", come si faceva chiamare: "Imputato Karadzic, alzatevi!" In nome del popolo bosniaco e di tutte le Nazioni unite, con vent’anni di ritardo e fra mille lacune processuali, quando il giudizio storico è scritto da un pezzo, finalmente oggi la sentenza: 40 anni di carcere! Non è ergastolo, abbiamo pensato tutti. Ma è la storia che fa i suoi conti umani e fallaci, male e tardi, e mai conti per davvero stimabili. 

L’imputato in questione è l’ex leader serbobosniaco Radovan Karadžić, condannato oggi dal Tribunale penale per l’ex Iugoslavia, per i crimini commessi ai danni di musulmani e croati bosniaci durante la guerra che insanguinò l’ex Jugoslavia fra il 1992 ed il 1995.

La Corte ha giudicato Karadžić, questo medico psichiatra con un passato da poeta, responsabile non solo dell’eccidio di Srebrenica, in cui morirono 8mila musulmani, ma anche dell’omicidio e della persecuzione di civili ritenendolo l’artefice delle atrocità commesse durante il lungo assedio di Sarajevo, quando nel corso di 44 mesi morirono circa 10mila persone. 

Ecco, io vorrei trovarne tracce su quel volto di quella follia collettiva favorita dai suoi ordini: tracce delle deportazioni, delle fucilazioni, dei corpi smembrati e gettati nelle fosse comuni (233!), della devastazione delle anime e delle coscienze, delle torture inflitte su popolazioni di villaggi inermi, degli stupri ordinari e collettivi commessi come strategia di potere ed asservimento, dell’orrore nell’orrore, della volontà pianificata e sadica di annientare e di distruggere un’etnia di individui. 

E invece su quel volto non trovo niente. I mostri non si riconoscono ed invecchiano come noi.


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